«Mancini? C'è una confusione totale...»

Arno Rossini ha commentato quanto successo in queste ore in seno alla FIGC: «Ora venderanno la scelta di Mancini come nuova e rivoluzionaria, ma sarà tutto come prima».
Arno Rossini ha commentato quanto successo in queste ore in seno alla FIGC: «Ora venderanno la scelta di Mancini come nuova e rivoluzionaria, ma sarà tutto come prima».
ROMA - Da Pep Guardiola a Roberto Mancini passando per Andrea Pirlo. Alla fine la roulette della FIGC ha "puntato" nuovamente su quel Roberto Mancini che conquistò Euro 2020, prima di abbandonare la barca per abbracciare la nazionale dell'Arabia Saudita nell'agosto del 2023.
«C'è una confusione totale - è intervenuto Arno Rossini - Invece di occuparsi degli aspetti importanti, stanno facendo cose che non hanno nulla a che vedere con il calcio e con la costruzione della base del calcio in Italia, che oggi manca completamente. Prendono due persone valide e competenti come Leonardo e Maldini e, ai primi dubbi, salta tutto. Ho la sensazione che Giovanni Malagò non li volesse sin da subito. Non c'è chiarezza. Si sono impantanati. Ora venderanno la scelta di Mancini come nuova e rivoluzionaria, ma sarà tutto come prima».
Il profilo del marchigiano, però, non si può discutere...
«Certamente, è un grande allenatore e su questo non si può dire nulla. Ha vinto un Europeo, ha fatto bene in Russia e in Inghilterra. Quello che rimprovero è che non c'è programmazione, visto che si è passati da Guardiola a Pirlo e poi a Mancini. Il tradimento per i soldi arabi? Chiaramente l'ha fatto solo ed esclusivamente per i soldi. Lui potrà dire che aveva bisogno di un cambiamento, ma resta il fatto che ha abbandonato il progetto Italia per andare dove lo ricoprivano d'oro».
Maldini e Leonardo, un mandato durato solo alcuni giorni...
«Loro avevano le idee chiare, purtroppo non li hanno lasciati lavorare. Avrebbero potuto modificare in positivo diversi aspetti del calcio italiano».
Che idea ti sei fatto di quanto successo con Andrea Pirlo? Davvero la sua collaborazione con uno dei principali bookmaker russi (Fonbet) sarebbe stata incompatibile con il ruolo di CT dell'Italia?
«Non credo, perché dal momento in cui sarebbe diventato l'allenatore del calcio italiano quelle sponsorizzazioni sarebbero cadute e lui si sarebbe concentrato sulla nuova mansione. Ho l'impressione che Pirlo non fosse gradito sin da subito a Malagò. Ha avuto lo spunto e la scusa per virare su Mancini, che era il suo pallino. Così è stato».
Quindi, credi che alla fine non cambierà nulla?
«Sì... Bisogna cambiare la mentalità del calcio italiano. Ci sono molti talenti inespressi ai quali non viene concessa loro la giusta considerazione. Bisogna premiare economicamente le squadre che fanno giocare i giovani italiani, ma non solo a parole. A volte tentano di mettere un cerotto, ma la falla è talmente grande che non basta. Non vedo una fine della crisi per il calcio italiano. Capisco che a volte possano mancare i soldi per fare certe cose, ma il problema è che in Italia mancano anche le idee. E le persone che le hanno, come Maldini e Leonardo, vengono mandate via perché sono scomode».






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