Zali lascerà il Governo

In una lettera in esclusiva a Radio Ticino: «Tempo di concludere le mie pratiche e poi spazio al subentrante che da tanto scalpita»
In una lettera inviata in esclusiva a Radio Ticino, l'unica emittente che, a suo dire, non si sarebbe accanita contro di lui, Claudio Zali ha voluto chiarire la propria posizione dopo i diversi casi emersi nelle ultime settimane.
«La donna che ho detto di aver picchiato l'ho semplicemente allontanata dalla mia proprietà quando, quasi 10 anni fa, si era presentata nottetempo a casa mia. Per farlo l'ho strattonata, ma non percossa. Mi ha querelato e pochi giorni dopo ha ritirato la denuncia».
E ancora, riferendosi alla persona che aveva detto di voler far picchiare: «Da mesi stava assillando me e l'allora mia compagna. Nessuno le ha fatto niente, è stata la giustizia ad occuparsene ed è stata condannata. Il mio era lo sfogo, in privato, di una persona esasperata. Per deprecabile che sia, è stata l’espressione di una violenza solo verbale da parte di una persona profondamente afflitta». «Non ho picchiato nessuno, non ho mandato a picchiare nessuno. Non sono un violento», aggiunge.
Zali torna poi sulla situazione politica ticinese, che definisce «affetta dalla sua mediocrità», e che «vive in simbiosi con media che in nome del sensazionalismo hanno smarrito ogni forma di etica, il rispetto delle persone e perfino il rispetto della legge». Quindi denuncia quello che considera un «linciaggio mediatico e politico senza precedenti», che avrebbe «compromesso la possibilità per me di svolgere in modo sereno e credibile il mio lavoro in favore del paese, e rappresenta una deliberata interferenza contro la mia annunciata candidatura alle elezioni del prossimo anno».
«Non ho commesso alcun reato in relazione al contenuto delle telefonate illegalmente registrate, così come non esiste in riferimento ad esse alcun procedimento penale a mio carico, nel quale sarei comunque presunto innocente», sottolinea, aggiungendo: «Presunzione di innocenza che in teoria vale anche per i Consiglieri di stato e non solo per i presidenti di partito. Evidentemente do fastidio a molti. Di tutto questo prendo atto quasi con un certo distacco, dopo avere oltrepassato la soglia del disgusto».
Il consigliere di Stato ringrazia quindi «chi ha manifestato il mio sostegno» e prosegue: «Mi dispiace deludere queste persone».
Quanto al futuro, Zali afferma: «Rimango in Consiglio di Stato solo il tempo necessario a completare alcuni lavori in corso e ad evadere delle pendenze. Fatto ciò, alla data che ho indicato lascerò serenamente il mio posto in Governo per gli ultimi mesi della legislatura ad un subentrante che da tanto scalpita per scendere in campo e che ha assicurato di avere le soluzioni per tutti i problemi del Paese» (il riferimento, anche se non esplicitato, è chiaramente a Piero Marchesi).
In conclusione l'annuncio di voler ritornare ad esercitare la professione d'avvocato, ma non solo: «Io mi dedicherò, alfine, alla libera professione dell'avvocatura, ma anche alla cura di tutte le azioni legali che serviranno a fare accertare nelle sedi appropriate chi in questa brutta vicenda ha violato la legge e chi invece no. La giustizia, in cui ripongo tutta la mia fiducia e la mia stima, farà come sempre il suo corso».
Per le 14 è attesa la seduta straordinaria del Consiglio di Stato per riferire degli esiti della discussione sul caso Zali.



