Tende, amache e musica fino alle quattro del mattino

Un evento al Parco della Pace solleva dubbi tra i residenti e richieste di chiarimento sulle autorizzazioni. Il Municipio spiega però di aver scelto una strategia basata sul dialogo.
Un evento al Parco della Pace solleva dubbi tra i residenti e richieste di chiarimento sulle autorizzazioni. Il Municipio spiega però di aver scelto una strategia basata sul dialogo.
LOCARNO - Tende, amache appese agli alberi, generatori di corrente e musica fino alle quattro del mattino. L'evento, a cui hanno partecipato una trentina di persone e che si è svolto lo scorso weekend, tra la giornata di venerdì 7 e fino a sabato mattina 8 agosto, al Parco della Pace di Locarno ha suscitato perplessità tra i residenti e sollevato non pochi interrogativi sul fronte politico.
«Quello che sta accadendo al Parco della Pace di Locarno lascia francamente sconcertati», si sfoga con Tio.ch il consigliere comunale Luca Panizzolo (PLR). «Il Municipio sa cosa sta succedendo? E soprattutto, tutto questo è autorizzato? Perché se non lo è - continua il consigliere comunale - siamo davanti a un’occupazione del suolo pubblico sulla quale ci si aspetterebbe un intervento immediato. Se invece è autorizzato, allora il Municipio dovrebbe spiegare chiaramente ai cittadini sulla base di quali criteri e con quali condizioni sia stato permesso».
Il Municipio non era stato informato
La questione centrale riguarda proprio l'autorizzazione. «Il Municipio non era stato preventivamente informato dell’iniziativa e non aveva ricevuto alcuna richiesta formale», ci ha spiegato la capodicastero Sicurezza Elena Zaccheo. «Nei giorni precedenti erano circolate soltanto indicazioni generiche circa una possibile attività autogestita. La presenza delle tende e delle altre installazioni è stata accertata dalla Polizia sabato mattina, a seguito di una segnalazione».
Ergo: né l’evento né l’uso del suolo pubblico erano stati autorizzati. «Anche il campeggio al di fuori delle aree appositamente destinate non era consentito. Questo è stato comunicato immediatamente ai presenti».
«Il compito dell’autorità non è semplicemente quello di reagire»
A ogni modo ci sono però alcuni aspetti da chiarire. «È importante distinguere - sottolinea Zaccheo - tra l’esistenza di una situazione irregolare e la scelta delle modalità più appropriate per ricondurla alla normalità. Il compito dell’autorità non è semplicemente quello di reagire, ma di intervenire in modo efficace, proporzionato e adeguato alla situazione concreta».
Una volta venuta a conoscenza dei fatti, la Città ha quindi preso in carico la situazione. La capodicastero Sicurezza si è recata durante il giorno sul posto insieme alla Polizia comunale e cantonale, confrontandosi direttamente con i presenti.
Nessuna autorizzazione retroattiva
La scelta, spiega il Municipio, è stata quella di intervenire in maniera «ferma ma dialogante», con l'obiettivo di riportare la situazione alla normalità senza creare un'escalation.
In questo senso, rimarca Zaccheo, «è stato concordato lo spegnimento della musica entro le due, il completo sgombero, la pulizia e il ripristino dell’area entro il giorno successivo, la verifica da parte della Polizia di eventuali ulteriori segnalazioni e, soprattutto, è stato chiarito che eventuali future iniziative dovranno essere preventivamente concordate con la Città e sottoposte alle ordinarie procedure autorizzative».
Non è stata quindi concessa «alcuna autorizzazione retroattiva, né è stato creato alcun diritto acquisito o precedente per future occupazioni».
Uno dei punti più discussi riguarda la musica. La Città ribadisce che la musica fino alle quattro del mattino non era autorizzata. «L’indicazione delle due è stata posta nell’ambito dell’intervento volto a far cessare la situazione e non rappresenta un’autorizzazione generale o una deroga per il futuro».
Chi ha sostenuto i costi aggiuntivi?
Resta infine la questione dei costi aggiuntivi per la pulizia e la raccolta dei rifiuti lasciati nell’area: chi li ha sostenuti e il Comune li ha quantificati? «Al momento della riconsegna, l’area si presentava complessivamente ordinata e pulita. Successivamente sono stati rilevati alcuni adesivi su un cestino dei rifiuti e tracce di vernice spray sull’erba».
Gli eventuali interventi supplementari e i relativi costi «vengono verificati secondo le procedure ordinarie. Resta fermo il principio secondo cui eventuali danni o costi direttamente attribuibili sono posti a carico dei responsabili quando ne ricorrono i presupposti».
«Il dialogo non è un'alternativa alle regole»
La difesa della strategia adottata ruota attorno al principio di proporzionalità. Per il Municipio, l'autorità non deve limitarsi a reagire a una situazione irregolare, ma deve scegliere, nel rispetto della legge, le modalità più efficaci per riportarla alla normalità.
«La Città non considera il dialogo un’alternativa al rispetto delle regole», precisa il Municipio. Al contrario, quando permette di ottenere un risultato concreto e tempestivo, il dialogo viene considerato uno degli strumenti attraverso i quali l'autorità può garantire il rispetto delle regole.
Il principio indicato dall’autorità resta quindi quello della responsabilità nella gestione dello spazio pubblico: «Gli spazi pubblici appartengono alla collettività, le regole valgono per tutti e spetta all’autorità individuare, assumendosene la responsabilità, il modo più efficace e proporzionato per garantirne il rispetto».
Scatta l'interrogazione
Nel frattempo il gruppo PLR di Locarno ha presentato un'interrogazione in Municipio per chiarire quanto accaduto al Parco della Pace. I consiglieri comunali chiedono in particolare se l’occupazione fosse autorizzata, quali controlli siano stati effettuati e perché, qualora fosse abusiva, non sia stato disposto lo sgombero. Particolare attenzione viene posta anche sulla sicurezza, considerato l’allarme per il rischio di caduta di rami dovuto alla siccità e il divieto di accendere fuochi o grigliare all’aperto.
Un secondo fronte riguarda il disturbo della quiete pubblica e le autorizzazioni: secondo l’interrogazione, la musica sarebbe proseguita fino alle 4 del mattino, mentre sul posto sarebbero state distribuite o vendute bevande alcoliche. Il Municipio viene quindi sollecitato a chiarire se fossero presenti le necessarie autorizzazioni, quali verifiche abbia svolto la Polizia comunale, se siano state adottate sanzioni e chi abbia gestito la pulizia dell’area. I consiglieri chiedono infine se sia stata garantita la parità di trattamento rispetto a cittadini, commercianti ed esercenti che, per organizzare eventi o occupare il suolo pubblico, devono normalmente ottenere permessi e rispettare precise norme di sicurezza.







