Telefono sempre acceso e sveglia a qualsiasi ora. Sono gli "angeli custodi" dei VIP

Li accompagnano dal primo all'ultimo minuto, risolvono imprevisti a qualsiasi ora e sono il primo volto che gli ospiti incontrano
Li accompagnano dal primo all'ultimo minuto, risolvono imprevisti a qualsiasi ora e sono il primo volto che gli ospiti incontrano
LOCARNO - Se un regista di fama mondiale arriva puntuale sul red carpet, se uno degli attori strapagati di Hollywood trova tutto pronto per un'intervista o se vive il Festival senza preoccuparsi di orari, spostamenti o imprevisti, gran parte del merito è loro. Sono i talent handler VIP, figure poco conosciute al pubblico ma fondamentali per il funzionamento del Locarno Film Festival. «Ci chiamano gli angeli del Festival», racconta Sara Ostapiuk, una delle persone che ogni anno accompagna da vicino gli ospiti internazionali.
Molto più che accompagnatori
Il loro compito è seguire gli ospiti assegnati durante tutta la giornata, assicurarsi che arrivino puntuali agli appuntamenti, rispondere a qualsiasi esigenza e fare in modo che il loro soggiorno sia il più confortevole possibile. Un lavoro che richiede attenzione continua e, spesso, anche una buona dose di sensibilità. «A volte bisogna semplicemente colmare qualche insicurezza del momento e stare attenti a ogni dettaglio».
Le giornate, racconta, non hanno praticamente orari. «Il telefono deve essere sempre acceso». Una chiamata può arrivare alle sei del mattino perché un volo è stato cancellato oppure alle due di notte perché un ospite cerca qualcosa da mangiare. E gli imprevisti non finiscono qui: «Mi è capitato di girare per Piazza Grande con una vaporella perché l'hotel non aveva un ferro da stiro adatto per l'abito del VIP. Oppure di ritrovarmi a mangiare una pizza alle due di notte con uno di loro».
Dietro le quinte del Festival
Il lavoro porta ad accedere a luoghi normalmente inaccessibili al pubblico, dai backstage al red carpet. Ma proprio lì entra in gioco una delle qualità più importanti. «Dobbiamo esserci, ma con discrezione. L'ospite deve sapere che può contare su di noi, però i riflettori sono per lui».
Seguire così da vicino personaggi conosciuti significa anche scoprirne il lato più umano. «Sono persone come noi», dice Sara. E qualche volta succede anche il contrario. Alcune celebrità, una volta conosciute da vicino, perdono un po' del fascino che ci si era immaginati. «Sì, è capitato, anche se non posso fare nomi».
Alla fine, però, sono soprattutto i ricordi positivi a rimanere. C'è chi continua a scrivere anche dopo il Festival per ringraziare e chi, addirittura, propone una collaborazione lavorativa. «Quando il tuo lavoro viene riconosciuto è una grande soddisfazione».
Sangue freddo e tanta pazienza
Se c'è una dote indispensabile richiesta per fare questo mestiere, secondo Sara, è la capacità di mantenere la calma. «Servono pazienza, sangue freddo e una buona rete di contatti. Bisogna sapere sempre chi chiamare quando nasce un problema».





