Consiglio di Stato: Carobbio subentra a Zali come presidente

La presa di posizione del Governo sul caso Claudio Zali, dopo l'annuncio, questa mattina, delle dimissioni del "ministro" leghista a partire dalla fine di settembre.
BELLINZONA - Dopo l’annuncio delle dimissioni (effettive da fine settembre 2026) del consigliere Claudio Zali, avvenuto questa mattina, il Consiglio di Stato ha comunicato in conferenza stampa che la presidenza del Governo sarà affidata a Marina Carobbio Guscetti.
Dimissioni a settembre 2026
Zali, come detto, aveva anticipato i tempi, affidando a Radio Ticino una lettera in esclusiva in cui chiarisce la propria posizione e traccia il suo futuro politico: resterà in carica ancora «per il tempo necessario a concludere alcuni dossier», poi lascerà il Governo per tornare alla professione di avvocato.
Poco dopo è arrivata anche la nota della Lega, che conferma come l’attuale presidente del Consiglio di Stato abbandonerà la sua funzione a fine settembre 2026.
Obiettivo: ristabilire la credibilità
«Siamo confrontati con una situazione molto delicata per il Cantone, che mina la credibilità delle istituzioni», ha esordito Marina Carobbio Guscetti durante la conferenza stampa di questo pomeriggio. «Il Consiglio di Stato nelle ultime settimane si è riunito tre volte. È importante essere chiari: approfondimenti e decisioni hanno l’obiettivo di proteggere le istituzioni e ristabilire la fiducia dei cittadini».
Nel corso dell’incontro con i media sono poi stati illustrati i provvedimenti adottati dal Governo. Raffaele De Rosa ha ricordato la decisione di trasferire alla collega Carobbio la responsabilità politica della Magistratura e della Polizia.
A Carobbio la presidenza
A Christian Vitta è spettato invece il compito di fare chiarezza sul futuro della presidenza del Governo, attualmente ricoperta da Claudio Zali. «Si è posta la questione della presidenza, che sarà assunta da Marina Carobbio Guscetti, mentre la vicepresidenza passerà a Raffaele De Rosa fino all’ingresso del subentrante».
In chiusura, Marina Carobbio Guscetti ha voluto ribadire la posizione del Consiglio di Stato rispetto agli episodi legati agli audio emersi sui social. «La violenza in tutte le sue forme e l’incitazione alla violenza sono inaccettabili e vanno condannate con la massima fermezza».



