Il neo ministro della Difesa non arretra su Israele

Streeting conferma le sue critiche sul conflitto a Gaza e richiama l'esigenza di standard uguali per tutti gli alleati.
Streeting conferma le sue critiche sul conflitto a Gaza e richiama l'esigenza di standard uguali per tutti gli alleati.
LONDRA - Il neo ministro della difesa britannico, Wes Streeting, ha detto di non voler ritrattare le sue precedenti dichiarazioni in cui accusava Israele di aver commesso crimini di guerra nella sanguinosa rappresaglia militare a Gaza.
«Ho espresso molto chiaramente le mie preoccupazioni sulle azioni di Israele a Gaza e in Cisgiordania. I miei commenti ci sono. Sono pubblicati. Sono agli atti. Non ho intenzione di fingere di non averli fatti», ha dichiarato Streeting, incalzato dai giornalisti durante una visita all'Airshow di Farnborough, dove sono presenti anche stand di aziende del complesso militare-industriale dello Stato ebraico.
I messaggi erano contenuti negli scambi WhatsApp privati con l'ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Peter Mandelson, resi pubblici dallo stesso Streeting a febbraio nell'ambito dello scandalo - devastante per la premiership di Keir Starmer - relativo alla nomina politica a inviato diplomatico dell'ex eminenza grigia del New Labour, legato a doppio filo al defunto finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.
Il ministro del nuovo governo laburista di Andy Burnham ha aggiunto che l'operato di Israele deve essere giudicato con gli stessi standard applicati al Regno Unito e agli altri suoi alleati, ribadendo però l'amicizia di Londra e senza mai ripetere l'espressione «crimini di guerra», che sulla carta da titolare della Difesa lo dovrebbe obbligare a dichiararsi a favore della sospensione di ogni cooperazione militare con lo Stato ebraico.




