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La SSR deve pubblicare i commenti critici nella sezione commenti

La sentenza del Tribunale federale conferma che la netiquette resta fondamentale, ma non deve limitare il dibattito sui temi scelti.
La SSR deve pubblicare i commenti critici nella sezione commenti
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Fonte ats
La SSR deve pubblicare i commenti critici nella sezione commenti
La sentenza del Tribunale federale conferma che la netiquette resta fondamentale, ma non deve limitare il dibattito sui temi scelti.

LOSANNA - La Società svizzera di radiotelevisione (SSR) deve pubblicare sul suo portale online commenti in cui viene criticata la scelta dei temi aperti alla discussione pubblica. Lo ha deciso il Tribunale federale (TF).

Nel caso concreto i giudici di Mon Repos erano chiamati a giudicare due reclami di un uomo che aveva utilizzato a più riprese la sezione commenti a disposizione per alcune notizie sul sito della radiotelevisione svizzerotedesca SRF.

Nel febbraio 2024 la redazione pubblicò un articolo online in cui veniva sollevata la questione se gli zoo fossero conformi ai tempi. La notizia era accompagnata da una foto di un suricato.

Il ricorrente criticò in un commento che in tutto il sito della SRF non veniva citato Julian Assange, sebbene in quei giorni si stesse tenendo un importante processo contro il fondatore di Wikileaks. L'uomo aggiunse che «intanto abbiamo la possibilità di dibattere sui suricati dello Zoo di Zurigo. Sicuramente anche i suricati sono importanti. Ma a chi è venuto in mente di stabilire che questo sia il dibattito del giorno? Che vengano forniti il suo nome e la sua funzione».

La redazione decise di non pubblicare il commento per «mancanza di attinenza con l'argomento», violando così la libertà di espressione del suo autore, afferma il TF nella sua sentenza. Secondo i giudici losannesi il commento contiene una critica sufficientemente chiara e pertinente ai temi aperti alla discussione.

La massima corte elvetica ha invece respinto i rimproveri relativi ad altri commenti del ricorrente, sostenendo che essi violano le regole stabilite nella "netiquette", l'insieme dei principi di buona educazione e rispetto reciproco che disciplinano il comportamento degli utenti online. Secondo il TF i commenti non avevano alcun nesso con il tema, erano sprezzanti o contenevano link che conducevano a contenuti di terzi.

Mon Repos afferma che la SSR dispone di un interesse legittimo a una cultura di discussione costruttiva e rispettosa sui suoi siti web e canali social. È libera di stabilire requisiti minimi sulla modalità di partecipazione alla discussione, tuttavia l'applicazione di tali regole non deve pilotare i contenuti della discussione.

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