Cerca e trova immobili
CANTONE

Caso 14enne alla Farera, Zali indagato per abuso di autorità e tentata coazione

La Procura verifica la riunione convocata dal consigliere di Stato con i responsabili delle strutture detentive: già svolti interrogatori e sequestri, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta
Caso 14enne alla Farera, Zali indagato per abuso di autorità e tentata coazione
TiPress
Fonte LaRegione
Caso 14enne alla Farera, Zali indagato per abuso di autorità e tentata coazione
La Procura verifica la riunione convocata dal consigliere di Stato con i responsabili delle strutture detentive: già svolti interrogatori e sequestri, in attesa degli sviluppi dell’inchiesta

BELLINZONA - Non si placano i grattacapi per il consigliere Claudio Zali. Dopo la bufera scatenata dagli audio compromettenti emersi ieri, arriva oggi la notizia delle prime verifiche ufficiali sul suo comportamento in relazione alla detenzione alla Farera di un 14enne, figlio di una sua conoscente.

Secondo quanto anticipato da LaRegione, il Ministero pubblico ha infatti aperto nei confronti di Zali un procedimento penale per le ipotesi di abuso di autorità e tentata coazione.

Le verifiche della Procura si concentrano in particolare sull’incontro del 9 giugno nell’ufficio di Zali, al quale hanno partecipato la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa, la responsabile della Divisione giustizia Frida Andreotti, il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini e la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell’EOC Teresa Salamone. Secondo quanto emerso, durante la riunione il consigliere di Stato avrebbe sollecitato una soluzione alternativa alla permanenza del giovane alla Farera.

Non solo il parlamento, che ha attivato l’Alta vigilanza: anche il Ministero pubblico intende fare piena luce sulla vicenda.

Secondo la ricostruzione del quotidiano bellinzonese, la riunione era stata richiesta il 3 giugno via WhatsApp alla direttrice della Divisione giustizia Frida Andreotti. L’incontro, ritenuto urgente da Zali, si è poi svolto il 9 giugno nel suo ufficio con la partecipazione di Andreotti, Laffranchini, Salamone e della magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa.

Nel corso della riunione, Zali avrebbe richiamato l’attenzione sul caso del 14enne, chiedendone la scarcerazione o un rapido trasferimento e dichiarandosi anche disposto ad accoglierlo a casa propria. I funzionari presenti non sono però entrati nel merito del singolo caso, limitandosi a una discussione generale sulla gestione dei minorenni detenuti.

Andreotti e Laffranchini, ascoltati il 30 giugno dalla sottocommissione parlamentare della Gestione, hanno affermato che non era mai accaduto che un consigliere di Stato convocasse una riunione a partire da un caso con cui aveva un legame personale. Sulla vicenda si è attivata anche la sottocommissione della Commissione giustizia e diritti del Gran Consiglio.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE