Dov’è finito Rufus? Undici giorni di ricerche e un racconto che non convince

Era stato lasciato in affidamento per qualche giorno a una pensione del Luganese. Misteriose le cause della sua scomparsa: non è noto se sia ancora vivo o morto
Era stato lasciato in affidamento per qualche giorno a una pensione del Luganese. Misteriose le cause della sua scomparsa: non è noto se sia ancora vivo o morto
MASSAGNO - Undici giorni di ricerche hanno mobilitato mezzo Cantone. Per giorni Rufus è stato cercato ovunque, anche di notte e nonostante il caldo. Volontari e cittadini si sono mossi per ritrovare il piccolo bassotto, dato per scomparso il 2 agosto. Inizialmente si era parlato di una fuga dopo una presunta aggressione da parte di un cane libero, avvenuta al Parco Tre Pini, tra Massagno e Savosa. Ora, però, la vicenda ha preso una piega diversa e le voci su quanto sia davvero accaduto, intanto, si susseguono, in modo particolare sui social.
Stando a quanto appreso, Rufus sarebbe stato trovato privo di sensi dal dogsitter che poi ne ha segnalato la scomparsa proprio quella mattina. Che cosa sia successo in quel lasso di tempo e come mai il bassotto si trovasse in quelle condizioni resta da chiarire.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella secondo cui il bassotto sarebbe stato abbandonato, esanime, al Parco Tre Pini in tarda mattinata. Ma è davvero andata così? Oppure la ricostruzione è un’altra? Era ancora vivo in quel momento? E, qualora fosse deceduto, dove è stato portato il suo corpo?
Secondo nostre informazioni, Rufus si trovava in custodia in una piccola pensione per cani del Luganese. La persona che la gestisce aveva già avuto modo di occuparsi del bassotto. Da quanto sappiamo, la struttura poteva accogliere fino a cinque cani e, in quei giorni, ne aveva almeno tre in custodia.
Durante la vacanza, ci viene riferito, la famiglia riceveva quotidianamente fotografie di Rufus. Fino al 2 agosto quando è stata appresa la notizia della scomparsa. Da lì sono partite le ricerche. In campo sono scesi unità cinofile, droni, oltre a numerosi volontari.
Interpellato, il Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale conferma di aver ricevuto la segnalazione relativa alla scomparsa del cane. Per il resto, tuttavia, «a titolo generale, per ragioni di privacy e protezione dei dati», la Polizia cantonale fa sapere di non entrare nel merito e «di non rilasciare informazioni riguardanti singoli casi o situazioni legate a persone specifiche».
L’appello è dunque rivolto a chiunque sappia o abbia visto qualcosa di sospetto: si metta in contatto con le autorità o con il numero 079 667 02 44, mail: info@acchiappalevrieriticino.ch.





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