Caso Frei, le Donne PLR attaccano: «Protezione insufficiente, fare piena luce»

«Servono più prevenzione e sanzioni più dure», è il commento a proposito del caso dell'ex granconsigliere argoviese
BERNA - Le Donne PLR Svizzera chiedono un rafforzamento della prevenzione, sanzioni più incisive e una protezione più efficace per le vittime di violenza contro le donne. La presa di posizione arriva alla luce delle gravi accuse e dei presunti reati sessuali attribuiti a un ex deputato del Gran Consiglio argoviese ai danni di donne e bambini.
«Le Donne PLR Svizzere condannano con la massima fermezza ogni forma di violenza domestica e di violenza sessualizzata», si legge nel comunicato, che richiama al contempo il principio della presunzione d’innocenza. Il caso, sottolinea l’organizzazione, evidenzia la necessità di strumenti più efficaci per prevenire la violenza, di sanzioni rigorose e di una protezione completa delle vittime.
Tra le preoccupazioni espresse figura anche il rischio legato all’uso delle cosiddette droghe dello stupro, che secondo le Donne PLR Svizzera dovrebbe essere maggiormente portato all’attenzione delle autorità, delle istituzioni e dell’intera società.
Particolarmente critico è il giudizio sul presunto trattamento riservato alle vittime da parte delle autorità. «Le vittime devono essere protette e, dopo aver subito violenza, non devono essere ulteriormente esposte a situazioni di insicurezza esistenziale», afferma il comunicato.
Qualora venissero confermate le carenze segnalate nell’operato delle autorità, le Donne PLR Svizzera chiedono che venga fatta piena luce sui fatti e che eventuali comportamenti inadeguati non siano in alcun modo legittimati sul piano politico.
Il principio indicato dall’organizzazione è netto: «La protezione delle vittime viene prima della protezione degli autori dei reati».



