Bimba annegata nel lago di Como: vittima di un'onda anomala

Ben sei persone sono state sospinte verso il largo. L'onda potrebbe essere stata provocata da un’imbarcazione.
Ben sei persone sono state sospinte verso il largo. L'onda potrebbe essere stata provocata da un’imbarcazione.
COMO - La piccola Arwa Rfali, 9 anni, non si trovava immersa in acqua quando è stata trascinata via dal lago. Il livello arrivava appena al ginocchio, nella zona della lingua di sabbia alla foce del Cosia, riporta oggi la Provincia di Como. Era insieme a sorelle, cugine e altri bagnanti quando, all’improvviso, sei persone sono state sospinte verso il largo, probabilmente a causa di un’onda provocata da un’imbarcazione unita alle correnti intense presenti in quel punto. In pochi attimi, l’atmosfera serena si è trasformata in paura.
L’allarme è scattato intorno alle 15.10. Chi si trovava nelle vicinanze è intervenuto per soccorrere i bagnanti in difficoltà: in sei sono stati riportati a riva, ma della bambina non c’era più traccia. Il suo corpo è stato recuperato solo in serata, dopo lunghe ricerche, sul fondale a circa sei metri di profondità. Questa la prima ricostruzione fornita dalla polizia, già trasmessa alla procura.
Il punto della tragedia si trova nei pressi del Tempio Voltiano, dove una lingua di terra si estende nel lago in corrispondenza della foce del Cosia. Arwa era arrivata dal Marocco con la famiglia per far visita ai parenti residenti in provincia di Como. Non era figlia unica: aveva tre sorelle, una di 20 anni e due più giovani, di 16 e 12 anni. Con loro anche alcune cugine, mentre giocavano in acqua.
Dalle prime verifiche, insomma, emerge che il gruppo non stesse nuotando, ma si trovasse in acqua bassa, nonostante i divieti presenti. Un movimento improvviso dell’acqua li avrebbe trascinati verso una zona più profonda, dove non era più possibile toccare il fondo. È lì che si è consumato il dramma, mentre i presenti tentavano di mettere in salvo tutti, accorgendosi poi dell’assenza della bambina.
I sub hanno seguito le correnti sul fondale, avanzando con visibilità molto ridotta, fino al ritrovamento del corpo, avvenuto intorno alle 23.





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