Ecco l'accordo: nuove sanzioni UE contro la Russia

Approvato a Bruxelles il ventunesimo pacchetto di misure: nel mirino finanza, energia e visti per soldati russi.
BRUXELLES - Gli Stati membri dell’Unione europea hanno raggiunto a Bruxelles un accordo su un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia, in risposta alla prosecuzione della guerra di aggressione contro l’Ucraina. Le misure prevedono ulteriori restrizioni nei settori finanziario ed energetico e l’introduzione di un divieto di ingresso per i soldati russi, secondo quanto riferito da diplomatici europei.
«Le nostre sanzioni indeboliscono la macchina da guerra russa»
Il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno accolto con favore l’intesa. «In un momento in cui l’Ucraina ha guadagnato slancio militare, le nostre sanzioni continuano a indebolire le basi economiche della macchina da guerra russa», ha scritto von der Leyen sui social. Costa ha parlato di «un passo deciso per aumentare la pressione sulla Russia».
Limiti al prezzo del petrolio
Tra i punti chiave figura la sospensione per 12 mesi dell’adeguamento automatico del tetto al prezzo del petrolio russo, per evitare che l’aumento dei prezzi globali – legato anche alle tensioni in Iran e nello Stretto di Hormuz – si traduca in maggiori entrate per Mosca. Il meccanismo, introdotto nel 2022 insieme ad altri partner internazionali, limita il prezzo di vendita del greggio russo verso paesi terzi e prevede sanzioni per le aziende che non lo rispettano.
L’intesa arriva dopo settimane di negoziati complessi, durante i quali diversi Paesi hanno chiesto attenuazioni per proteggere le proprie economie. Alcune proposte sono state ridimensionate o abbandonate, come le restrizioni sull’importazione di prodotti ittici russi. Anche il divieto di trasporto di gas naturale liquefatto verso paesi terzi è stato limitato, con l’esclusione dei contratti già esistenti.
Il pacchetto prevede inoltre l’estensione delle restrizioni su tecnologie e beni utilizzabili dall’industria militare russa e l’inserimento di ulteriori banche, navi e operatori economici nella lista dei soggetti sanzionati. I testi legislativi devono ora essere formalmente approvati dal Consiglio dei ministri dell’UE, un passaggio considerato di routine. Si tratta del 21° pacchetto di sanzioni dall’inizio del conflitto.



